CINEMA PARTECIPATO: UN PROGETTO PEDAGOGICO E INCLUSIVOTutti Pazzi per Paolo | Malfé Film

TUTTI PAZZI PER PAOLO


un film di Donato Canosa

IL CONTESTO
Torino, scuola media G. B. Viotti, quartiere Barriera di Milano. Siamo nella periferia nord della città, nata come borgo operaio, è oggi un luogo ad alta densità di immigrazione e in costante ricerca di identità. Classe 2° G. Paolo ha difficoltà a mantenere l’attenzione e a svolgere autonomamente i compiti e gli esercizi assegnati, il mancato sviluppo delle relazioni sociali e affettive appropriate, hanno comportato la necessità di supportare Paolo con l’intervento di due insegnanti di sostegno: Donato e Alfredo. Insieme svolgono le attività curricolari di studio, sia in classe che nei momenti individuali. La classe è attenta alle esigenze di Paolo e cerca di coinvolgerlo nelle attività collettive. I compagni lo aiutano nei compiti di gruppo e nei contesti in cui non è ancora pienamente autonomo.

DOCUMENTARIO CREATIVO / COMMEDIA
Colore HD | Durata: 49 minuti
Prodotto da Malfé Film | MuFilm | Donato Canosa
con il contributo di Torino Piemonte Film Commission
In partneship con ASL TO2 e Scuola Media G.B. Viotti con il patrocinio di Università degli Studi di Torino | Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione

CAST&CREW

ATTIVARE LA RELAZIONE
Il giorno in cui ho conosciuto Paolo, mi disse: – “Hai visto al cinema il mio film, Tutti Pazzi per Paolo? è un film da ridere, è una commedia”. La seconda volta che lo vidi mi disse: – “Allora l’hai visto? Adesso è uscito il seguito: Tutti Pazzi per Paolo 2. L’avventura continua.” In quel momento decisi che potevamo fare davvero un film insieme. La sua passione si poteva trasformare in un laboratorio a scuola, un documentario su di lui e con lui, guidato dal suo istinto, dall’improvvisazione e dall’attitudine del momento. L’utilizzo del video è riconosciuto in diverse aree della riabilitazione, dell’educazione, della formazione e della terapia. Decisi così di iniziare questo documentario dove entrambi saremmo diventati registi e soggetti, protagonisti allo stesso tempo. Il focus è sul rapporto di intesa che si è instaurato velocemente tra di noi e che, almeno a livello scolastico, potrebbe concludersi alla fine dell’anno. In questa situazione incerta, ho voluto regalare a lui e a me la possibilità di raccontare questa nostra passione per il cinema, creando insieme qualcosa che sarebbe rimasto anche oltre la conclusione dell’anno scolastico. Questo film nasce dalla volontà di aiutare Paolo a comprendere la differenza tra la realtà e la finzione, attraverso un progetto partecipativo. Ciò che permette di utilizzare e sviluppare la sua creatività e la sua capacità di comunicazione, è la realizzazione concreta di un prodotto audiovisivo che preveda una fase di messa in scena dove lui stesso si trova ad interpretare un ruolo.

PERSONE E PERSONAGGI
Paolo è un ragazzo di 12 anni, affetto da una sindrome autistica atipica, disturbi di tipo ossessivo e una limitata capacità cognitiva. È vivace, ironico, fantasioso e vitale, a suo modo dolce e affettuoso, estremamente loquace e allo stesso tempo rinchiuso nel suo mondo; dimostra difficoltà ad esternare i suoi stati d’animo e parlare di sé lucidamente. Ha una grande passione per film, cartoni animati e supereroi, e si immedesima spesso nei suoi personaggi preferiti di cui ripete in modo continuo le frasi, le canzoni e i suoni. Nonostante le difficoltà, Paolo comincia a distinguere i ruoli dei soggetti che lo circondano, cosa appartiene alla vita reale e cosa al suo mondo immaginario, a capire cosa è giusto o sbagliato, cosa è da grandi e cosa da bambini. Paolo ha una particolare predilezione per il film “Grandi Magazzini” (Regia di Castellano e Pipolo, 1986) e nello specifico la scena del ristorante, che vede protagonisti Enrico Montesano, Laura Antonelli e Alessandro Haber, dove Elena (la Antonelli) dichiara ad Evaristo (Montesano) di essere “pazza di lui”. Immedesimandosi in Evaristo, Paolo rivede il suo amore per la compagna di classe Sofia che vorrebbe fosse “pazza di lui”. Sofia è sempre paziente e comprensiva, nonostante le continue e bizzarre richieste di Paolo di ripetergli le frasi che Elena dice ad Evaristo in quella scena di seduzione.
Donato, abilitato all’insegnamento di Arte e Immagine, da ottobre 2015 è l’insegnante di sostegno di Paolo. Nonostante le difficoltà iniziali, Donato è riuscito a guadagnarsi il suo rispetto e la sua amicizia, ha imparato a comprenderlo nell’alternanza tra la serietà e il gioco, tra i momenti di studio e quelli di svago, instaurando un rapporto di fiducia reciproca.
Donato si trova nella condizione di insegnante precario a tempo determinato, con il costante dubbio se avrà modo di restare nella stessa scuola anche nell’anno successivo. Nelle ore extra scolastiche si interessa e lavora da anni nell’ambito artistico e cinematografico. Affascinato dalla trasposizione filmica che Paolo manifesta costantemente in rapporto alla realtà che lo circonda, Donato decide di intraprendere con Paolo un percorso di videoterapia durante le ore di sostegno. Il progetto nasce con il supporto della neuropsichiatra del ragazzo, degli educatori, degli insegnanti, del dirigente scolastico e la collaborazione della famiglia.

REGOLE E RUOLI | FINZIONE E REALTA’  | INSEGNANTE E ALUNNO
Nel gennaio 2015 Donato propone e spiega a Paolo le regole di questo progetto partecipativo che li vede entrambi personaggi e registi. La prima regola prevede la distinzione tra i tempi dedicati ai doveri scolastici ed i tempi adoperati per la creazione del film. La seconda regola prevede che ogni volta che si entra nel film Paolo indossi un braccialetto con la scritta REGISTA. Ciò gli permette di prendere in mano una videocamera DV per riprendere e girare il suo film, essere regista di se stesso e degli avvenimenti che accadono per le stanze ed i corridoi della scuola. Il braccialetto è l’elemento che sancisce il rituale di passaggio tra il dentro e il fuori del film, tra la finzione e la realtà. Paolo inizia a prendere dimestichezza con la videocamera, riprende tutto in modo continuo rivolgendo spesso la camera verso di sé. Vengono registrate le lezioni in classe con i compagni, i compiti svolti individualmente, il suo rapporto con gli operatori scolastici, i momenti di svago di Paolo e Donato tra un compito e l’altro, i gesti ripetitivi e ritualizzati. L’immaginario presente in ogni giornata di Paolo, è composto da alcuni tasselli che ritornano in modo ciclico: Grandi Magazzini, il gioco del divano, il telefono senza fili, oggi paolo è morto, la scomparsa di Paolo, Roberto l’amico immaginario, il gioco “dove sei Stefano?”, leggere e sfogliare l’edizione semplificata e ridotta dell’Odissea. Dalla passione di Paolo per Ulisse, viene sviluppata l’idea di trasporre e riadattare il mito. Il progetto si estende ai compagni di classe che vengono coinvolti nel tentativo di realizzare senza mezzi e tempo, un cortometraggio improvvisato. Inizia una corsa contro il tempo: le esigenze didattiche degli alunni, degli insegnanti, la carenza degli spazi fisici e degli strumenti della scuola, un anno scolastico che sta per finire. L’obiettivo diventa girare le scene del ritorno di Ulisse, quando dopo vent’anni e tante avventure affrontate con difficoltà e dolore, finalmente riabbraccia l’amata Penelope e riprende ciò che gli appartiene. Il mito diviene quindi una metafora del lungo e del difficile viaggio psicologico di Paolo alla ricerca della sua amata Penelope, dove la scuola è la sua Itaca, il luogo in cui si sente accolto e voluto bene e il punto di incontro con Sofia.

Biografia del regista
Donato Canosa è nato a Tricarico (MT) il 27/09/1982, attualmente vive e lavora a Torino come insegnante di arte e immagine e insegnante di sostegno, artista e videomaker. Nel 2012 è tra i fondatori di Superbudda, un collettivo indipendente di dieci professionisti che immaginano e realizzano episodi nell’ambito di musica, arti performative, video e fotografia.
Filmografia
Immune alla Pioggia, animazione, 2005
Malerba, animazione, 2008
La cacciata del Malvento, documentario, 2016

APPROCCIO STILISTICO E VISUALE
Il racconto visivo è costruito sull’alternanza delle videocamere usate e dei ruoli assunti dai personaggi. Paolo utilizza una camera di tipo handycam, Donato una camera di tipo DSLR. Attraverso la camera di Paolo si entra nella sua soggettiva come regista, la ripresa è
“sporca” e molto “istintiva” ma tanto intensa da far desiderare di entrare in quel mondo che Paolo vuole raccontare. È lui il protagonista della sua storia. Dall’altra parte ci sono le immagini registrate da Donato, in una sorta di gioco di sguardi che segue Paolo nelle vicende all’interno della scuola, mentre è regista e operatore di se stesso. Un terzo punto di vista è dato dalla ripresa a camera fissa che registra i momenti condivisi tra loro, con la classe e la scuola. L’alternanza dei metodi di ripresa e del grado di definizione dell’immagine, è il linguaggio su cui si organizza l’impianto del cortometraggio su Ulisse. Solo per quel giorno i ruoli si scambiano: Paolo diventa attore e il compito del regista e dell’operatore di ripresa passa a Sofia. Il punto di vista principale è la handycam utilizzata da Paolo e in questa occasione da Sofia, mentre le riprese in alta definizione assumono le caratteristiche tipiche del backstage.

NEWS