- Regia: Daniele Gaglianone
- Paese di produzione: Italia
- Produzione: Malfé Film, Yuk! Film
- Produttori: Enrico Giovannone, Matteo Tortone, Damiano Giacomelli
- Durata prevista: 70 minuti
- In uscita: autunno 2026
- Sostegno allo sviluppo: Piemonte Doc Film Fund
- Titolo di sviluppo: Per fortuna non si è fatto male nessuno
Wilson e Omar sono due uomini che vivono nelle Marche, un territorio spesso considerato tra i più tranquilli d'Italia. Wilson arriva dal Ghana, Omar dal Gambia. Entrambi hanno attraversato il viaggio traumatico verso l'Europa: il deserto, la violenza dei campi di detenzione libici e il rischio di naufragare nel Mediterraneo. Quando raggiungono Macerata, le loro vite sembrano poter prendere una direzione diversa, lontana dalla violenza quotidiana che li ha accompagnati fin dall'infanzia. Il 3 febbraio 2018, però, tutto cambia di nuovo: Luca Traini, un neofascista di Tolentino, tenta una strage contro migranti neri per vendicare la morte di Pamela, una giovane donna uccisa pochi giorni prima da uno spacciatore nigeriano. Né Wilson né Omar, né le altre vittime del raid razzista, hanno alcun legame con quella morte. Colpiti dai proiettili e scelti a caso come colpevoli solo perché africani, vengono trascinati in una spirale delirante di “noi” contro “loro”, che scuote la fragile tranquillità della provincia italiana.
HEAVEN è un documentario creativo che dà voce e presenza a Wilson Kofi e Omar Fadera, due giovani feriti nell'attentato compiuto da Luca Traini il 3 febbraio 2018 a Macerata, persone rimaste quasi completamente ignorate dai media. Chi sono? Cosa fanno? Come vivono, e in che modo sono diventati bersagli di quell'attacco?
Il progetto si inserisce nel percorso documentario di Daniele Gaglianone e nell'esperienza del gruppo creativo e produttivo. Sostenuto in sviluppo dal Piemonte Doc Film Fund con il titolo Per fortuna non si è fatto male nessuno, il film si è evoluto: l'attentato resta un punto di svolta per i protagonisti, ma il centro si è spostato verso il concetto di Heaven, inteso come spazio in cui costruire un futuro.
Seguendo Wilson e Omar, il film diventa una riflessione sul luogo che si sceglie di abitare, perché “non avere paura del proprio tempo è una questione di spazio”. Che cos'è Heaven? Una terra promessa o un luogo mitico di purezza? E come si reagisce quando il luogo che chiamavamo Heaven crolla, fisicamente e simbolicamente?