Sviluppo

La riparazione

In ricerca di premiere · Cortometraggio · Italia · 18' · drammatico

  • Regia: Andrea Parena
  • Scritto da: Andrea Parena, Daniele Gaglianone
  • Con: Christian Carere, Viola Sartoretto
  • E con: Tommaso Gaglianone, Giuseppe Molino, Roberto "Tex" Testa
  • Produzione: Redibis Film in coproduzione con Malfé Film
  • Produttori: Daniele Segre, Daniele De Cicco, Laura Anania
  • Coproduttori: Enrico Giovannone, Matteo Tortone
  • Direttore della fotografia: Simone Rivoire
  • Montaggio: Enrico Giovannone
  • Scenografie: Elisabetta Ajani
  • Costumi: Francesca Cibischino
  • Sound design: Emiliano Frediani
  • Musiche: Ma.Ca.Bro
  • Durata: 18'
  • Genere: drammatico
  • Locations: Carmagnola, Poirino
  • Stato: in ricerca di premiere
  • Con il sostegno di: Film Commission Torino Piemonte - Short Film Fund
  • In collaborazione con: Accademia Albertina di Belle Arti di Torino - Cattedra di Scenografia Cinema, Prof.ssa Elisabetta Ajani

Una pianura sotto un cielo grigio, all'inizio dell'autunno, campi immersi nella nebbia e stagni artificiali nel piatto paesaggio rurale. In questo mondo vive Luca, venticinque anni, solitario e silenzioso. Vaga tra le poche cascine isolate e le stalle, dopo il lavoro come meccanico in un'officina dove si riparano macchinari agricoli. Spaccia droghe negli allevamenti vicini. Si muove quasi come un automa, senza guardarsi intorno, e la campagna si fonde con la sua sofferenza, ha contorni indefiniti che dilatano la sua angoscia. Finché non arriva Silvia, una ragazza poco più grande di lui. La sua comparsa turba molto Luca, il cui stato d'animo è già così scosso e fragile. Il dolore che si porta dentro lo lega a lei, tornata dopo essersi allontanata. Quando Silvia gli chiede di riparare un vecchio motorino danneggiato in un incidente, Luca si trova davanti al proprio passato, al trauma che lo imprigiona, e sceglie di affrontarlo.

La riparazione rappresenta un primo passo nel percorso di Andrea Parena verso il cinema di finzione, portando dentro la narrazione temi, relazioni professionali e sperimentazioni di stile maturate nel lavoro documentario.

Al centro del film c'è la possibilità della rinascita. Luca attraversa il superamento di una condizione di sofferenza legata a una colpa mai elaborata: l'incontro con Silvia gli permette di riconoscere quella ferita e iniziare a rimarginarla.

Il paesaggio rurale non è sfondo, ma specchio dell'interiorità del protagonista. Gli spazi aperti raccontano, per contrasto, il suo essere chiuso in un guscio di angoscia e il suo graduale ritorno a una relazione possibile con il mondo.